2010 Cho Oyu 8201 m. Tibet ( Cina)

2010 Cho Oyu 8201 m. Tibet ( Cina)

Parete Sud Ovest.

Dopo l’esperienza vissuta al Nanga Parbat, Walter sente il bisogno di una pausa per ritrovare quel feeling che aveva con la montagna. Continua il suo lavoro di istruttore e di guida Alpina, si allena e cerca di stare più tempo in famiglia. Passano due anni e il richiamo delle grandi montagne inizia a farsi sentire. Aveva già studiato questa parete in precedenza da casa e per verificare se la linea che aveva individuato era fattibile doveva per forza arrivarci sotto. Parte i primi di settembre alla volta del Tibet insieme a Giovanni Macaluso e Manuel Nocker.

Il versante Sud Ovest del Cho Oyu si raggiunge dopo parecchi chilometri, attraversando una morena ed è lontano dall’affollato campo base avanzato della Via Normale che porta in vetta. Walter e compagni iniziano la fase di acclimatamento e fanno un campo deposito a 6500 m. A differenza dell’altro versante, la parete è spazzata dal vento e trovano neve compatta.

Il 29 settembre nel suo diario Walter scrive: La montagna è sopra di noi, bella come non mai, tranquilla, sembra quasi stia riposando.

Aspetta una giornata di meteo favorevole e Il 2 ottobre, con Giovanni cerca di salire ancora, poi Giovanni decide di rientrare al loro campo base, non si sente al top della forma, Walter invece sale fino a delle roccette a circa 7000 m. dove assicura la tendina che gli servirà per la notte. Chiama a casa, sta bene e dice che preferisce dormire lì per abituare meglio il suo fisico alla quota. Il giorno seguente vorrebbe salire ancora, per fare alcune foto e delle riprese alla via di salita, studiarla meglio e decidere insieme ai compagni in che punto è meglio passare.

La mattina dopo, il vento era notevolmente aumentato, i suoi compagni scrutano la montagna con il cannocchiale per verificare fin dove è arrivato, ma non riescono a vederlo.

Non si saprà mai cosa sia successo realmente, la tenda non c’era più e da come era vestito pensiamo che mentre si accingeva a preparasi, una forte raffica di vento abbia gonfiato la tenda facendo effetto vela. Sono ipotesi. Walter dopo le esperienze vissute era ancora più attento, ma gli incidenti possono comunque accadere.

Per comprendere realmente cosa spinge un essere umano a cimentarsi in questo genere di esperienze si deve provare la stessa passione, altrimenti è impossibile. Solo chi ha desiderato e accettato di condividere la propria vita con lui, sa che nella sua pur breve esistenza, Walter aveva scelto di vivere. Se metti un bimbo di fronte ad un masso, stai pur certo che proverà a scalarlo; per Walter era uguale, ha vissuto con la curiosità di un bambino, maturando però esperienze che gli hanno permesso di crescere molto dal punto vista alpinistico, ma soprattutto a livello umano.

Aveva trovato la sua strada tra famiglia, montagne, professione e amici. Aveva 39 anni ed era un uomo felice.

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